Description
Prefazioni di Franco Cardini e Paolo Gulisano
Contenuto: Il racconto della storia degli Schützen, del loro passato ma soprattutto del loro presente, diventa occasione per proporre alcune riflessioni sul futuro dell’Europa, il continente del quale il territorio degli Schützen costituisce il cuore fisico, anche in una forma oggettiva racchiusa da ben definiti confini. Perchè gli Schützen sono una realtà vivente, ma sono anche e soprattutto un simbolo. Il simbolo di chi, pervicacemente attaccato a una terra atavica fatta di usi, costumi e tradizioni, cerca di fare sopravvivere il concetto di identità in un mondo sempre più uniformato e omologato.
Se l’Europa è un corpo moribondo, caduto in un coma apparentemente irreversibile, lo si deve al fatto che i freddi e impersonali apparati burocratici hanno schiacciato le essenze vive dei popoli che la compongono.
Tuttavia… il cuore dell’Europa batte ancora e se gli altri popoli europei, sull’esempio degli Schützen, si riappropriassero delle loro tradizioni, espressione di un legame spirituale con la terra, l’Europa potrebbe uscire dal coma e riacquisire insieme alla vita un’anima. Potrebbe non essere più una semplice sopravvivenza del passato, ma un soggetto proiettato verso il futuro.
La mia Europa, quella che io sogno e che amo, non riunirà mai italiani e austriaci e tedeschi e francesi e spagnoli… bensì toscani e tirolesi e bretoni e castigliani e catalani e occitani e borgognoni e renani e boemi e galiziani dell’ovest (cioè gallegos) e galiziani dell’est ormai dispersi tra Slovacchia, Polonia e Ucraina… [dalla prefazione di Franco Cardini]

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